Tamarindo
- monica salvagni

- 19 mag 2021
- Tempo di lettura: 1 min
Miei cari amici oggi parleremo del tamarindo.
Il tamarindo è originario dell'Etiopia e arrivò in Asia su antiche rotte commerciali. L'albero raggiunge in altezza circa 18 metri, e ha una chioma fatta di piccole foglie pennate. Il suo frutto è un lungo baccello con una polpa marrone commestibile, dolciastra e al tempo stesso acidula. I vivai di piante tropicali indicano come varietà solo due tipi: dolce e amara. La prima si mangia cruda, mentre quella amara si usa nelle bevande e in cucina.
Per ottenere il vino di tamarindo si toglie l'involucro esterno secco del baccello, se ne estrae la polpa e si spreme il succo, che poi si fa fermentare insieme ad acqua e zucchero. Oggi il vino è molto diffuso nelle Filippine. Si usa inoltre, come aroma nei liquori.
Il tamarindo è rinfrescante, ricco di antiossidanti, migliora il metabolismo, riduce l'appetito e abbassa i livelli di zucchero nel sangue.
Possiamo trovare il tamarindo anche nella famosa salsa worcestershire, utilizzata anche nel cocktail bloody Mary.
Nella medicina tradizionale si usa tutto del tamarindo: la polpa, i semi, le foglie, i fiori e la scorza.




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