CHINA
- monica salvagni

- 18 apr 2021
- Tempo di lettura: 1 min

Nella storia dei cocktail nessun albero ha avuto un ruolo così importante come questa specie sudamericana. Il chinino, estratto dalla corteccia della china, non solo dà sapore a tonici, bitter, vini aromatizzati e altri alcolici, ma ha anche salvato il mondo dalla malaria. Infatti fin dall'antichità, la china, era apprezzata per le sue proprietà antimalariche, antidolorifiche e antifebbrili che l'hanno resa una delle droghe più importanti.
Le diverse specie di piante di distinguono per il colore rosso/ giallo/ grigio.
La qualità più pregiata per le proprietà benefiche è la rossa. La grigia è utilizzata dalle aziende per i liquori. Sia dal punto di vista dell'utilizzo nei liquori che da quello erboristico si tratta di un ingrediente molto utilizzato come aperitivo e digestivo naturale, poiché i suoi principi attivi aumentano le secrezioni dello stomaco favorendo la digestione e proteggendo le mucose gastriche. Da esso si ricava il chinino un antimalarico naturale.
Quando cominciò ad essere usato come medicinale il chinino, presentò subito il problema del gusto amaro. Si dimostrò utile miscelarlo con la soda e magari un po' di zucchero. I coloni britannici si accorsero che aggiungere un goccio di gin migliorava nettamente la medicina, e fu così che nacque il GIN TONIC.
Controindicazioni : è sconsigliato l'uso in gravidanza e allattamento. L'assunzione di estratto di china può provocare reazioni allergiche e intolleranze gastriche. 😉


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